Si vede proprio che Craven non lo voleva dirigere questo sequel. Uno dei film più massacrati e sbertucciati della storia del cinema. Di certo il regista di "A Nightmare on Elm Street", qui è a stento riconoscibile. Tuttavia, non sono tra coloro che considerano così indigesta la pietanza cucinata da Craven, con tutto il rispetto per il diretto interessato, che, tra i "Masters of Horror", è colui che è riuscito a vendersi meglio.
Il film comincia con il biondo sopravvissuto all'ecatombe del prototipo, Bobby Carter (Robert Houston), che proprio non ce la fa a riprendersi da quanto accaduto nel deserto. Infatti lo troviamo dallo strizzacervelli. Tuttavia tutto questo non serve a un cazzo, poiché i protagonisti della pellicola sono altri. Si, un gruppo di motociclisti con tutti i cliché a posto, che decidono di fare una bella gita a bordo di un bus. Fin qui tutto bene. Partecipano pure una ragazza non vedente, la Ruby del primo episodio, ripulita e rimessa a nuovo, e il cane Beast. Fin qui ancora tutto bene. Naturalmente il bus si ferma in pieno deserto. Che cosa potrà mai succedere ai ragazzi che sfottevano di brutto il povero Bobby? Semplice. Incappare nel redivivo Pluto (Michael Berryman) e in una brutta copia di Jupiter, probabilmente il fratello, che si fa chiamare "The Reaper".
Siamo già nel secondo tempo, a questo punto. E il film diventa uno slasher vero e proprio, con "The Reaper" che massacra i giovini ad uno a d uno. Tranne il protagonista piacione e la ragazza non vedente. Della prima parte, vi parlo adesso. Craven è talmente svogliato (e senza soldi, la produzione fu funestata da numerosi problemi) da riempire il metraggio con spezzoni del primo film. Usa insomma l'espediente del flashback. E qui arriviamo al momento che per me cambia totalmente la fruizione del film. Si, perché Craven, non contento di aver già mostrato mezzo film del 1977, decide di giocare una carta decisiva. E piazza un bel flashback del cane Beast mentre sbrana il povero Michael Berryman. Il cane, inquadrato in primo piano, ha il flashback di tutta l'aggressione, come in "Lost". Geniale. Se aggiungiamo poi la partitura di "Venerdi 13", riciclata spudoratamente da Henry Manfredini in tutte le scene di suspence, allora ci troviamo ai confini della vera e propria ammirazione. Sembra più un film TV che un horror da cassetta. Comunque, una cialtronata genuina che mi ha molto divertito. Craven si è fatto poi perdonare (almeno dal sottoscritto) con "Deadly Friend" e, naturalmente, con "Il Serpente e l'Arcobaleno". Eh, il danaro, o la mancanza di danaro, genera mostri. INTERPRETI: TAMARA STAFFORD, KEVIN BLAIR, MICHAEL BERRYMAN, JOHN BLOOM, COLLEEN RILEY, JANUS BLYTHE, ROBERT HOUSTON, JOHN LAUGHLIN.

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